276 - 72 - Giove punisce un astuto mercante - Nuovo Expedite

Versione originale in latino


Dives mercator in gravem morbum inciderat. Dum aegrotus est, cotidie Iovem sic orbata:" Iuppiter, magne omnipotensque deus, omnium rerum domine, decorum hominumque pater, te oro: valetudinem mini redde, quoniam negozia mea gerbere debeo. Cum convaluero, tibi sacrificium multorum boum praebebo!". Iuppiter mercature sanavit, sed ile promissum non servavit, quod admodum avarus erat, et Iovem decenti: nam pro veris bonus multas boum imagines e cera deo obtulit. Tum Iuppiter, ob marcatori dolum iratus, simili astutia ingratum hominem punivit. Mercurium in terram misit, qui in sommino mercatori dixit:"Cras in maris littore magni lucri occasio erit!". Mercator, lucri spe adductus, prima luce e letto surrexit et ad maris litus accurrit, ubi pirata ehm comprehenderunt, ut servum vendiderunt atque magnum lucrum fecerunt. Sic impius mercato astutiae suae poema persolvit.

Traduzione all'italiano


Un ricco mercante era caduto in una grave malattia. Mentre era malto, ogni giorno pregava Giove così: "Giove, dio grande e onnipotente, padrone di tutte le cose, padre degli dei e degli uomini, ti prego: restituiscimi la salute, poiché devo gestire i miei affari. Quando guarirò, ti offrirò il sacrificio di molti buoi!". Giove lo fece guarire, ma quello non mantenne la promessa, perché era assai avaro e ingannò Giove: infatti offrì al dio molte statue di buoi di cera al posto di buoi veri. Allora Giove irritato per l'inganno del mercante, punì l'uomo ingrato con un'astuzia simile. Mandò sulla terrra Mercurio, che durante il sonno disse al mercante: "Domani ci sarà occasione di un grande guadagno sul litorale del mare!". Il mercante, attratto dalla speranza di guadagno, all'alba si alzò dal letto e corse alla spiaggia del mare, dove i pirati lo catturarono, lo vendettero come servo e ottennero un ingente guadagno. Così l'empio mercante pagò la pena per la sua astuzia.

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