149 - 34 - Clelia - Nuovo Expedite

Versione originale in latino


Porsena, Etruscorum rex, Romam obsidione cingebat. Etruscorum castra apud fluminis Tiberis ripas erant ibique multae puellae Romanae abside tenebantur. Inter obsides erat Cloelia, virgo magni animi miraque forma, quae libertatem exoptabat: quare clam media nocte Etruscorum custodes eludit et cum puellarum agmine e castris fugit; flumen inter tela hostium audacter tranat, denique Romam pervenit, ubi patribus matribusque filias tradit. Sed senatores regis Porsenae iram timebant, quia inter Romanos atque Etruscos foedus erat. Nam rex per legatos Cloeliam deposcit: Romani pacta observant et statim virginem restituunt. Cloelia ad Etruscorum castra redit et Porsena, magna virginis fortitudine commotus, eam liberat et Romam remittit. Ad memoriam Cloeliae facinoris Romani in via Sacra animosae virginis statuam posuerunt.

Traduzione all'italiano


Porsenna, re degli Etruschi, cingeva d’assedio Roma. L’accampamento degli Etruschi era presso le rive del fiume Tevere e lì molte fanciulle romane erano tenute prigioniere. Tra le prigioniere c’era Clelia, giovane di grande animo e di straordinaria bellezza, che desiderava la libertà: per questo di nascosto in piena notte elude le guardie e con una schiera di fanciulle fugge dall’accampamento; passa coraggiosamente il fiume tra le armi dei nemici, poi arriva a Roma, dove consegna le figlie alle madri e ai padri. Ma i senatori temevano l’ira del re Porsenna, perché tra Romani ed Etruschi c’era un patto. Infatti il re chiede Clelia attraverso gli ambasciatori: i Romani osservano i patti e subito restituiscono la giovane. Clelia ritorna all’accampamento degli Etruschi e Porsenna, colpito dalla grande forza della giovane, la libera e rimanda a Roma. A ricordo di dell’impresa di Clelia i Romani posero in via Sacra una statua della giovane coraggiosa.

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