182 - 2 - Un centurione si sacrifica per i suoi soldati - Nuovo Comprendere e Tradurre

Versione originale in latino


Cum acerrime comminus pugnaretur, L. Fabius centurio et qui una murum ascenderant circumventi atque interfecti de muro precipitabantur. M. Petronius, eiusdem legionis centurio, cum portas excidere conatus esset, a multitudine oppressus ac sibi desperans multis iam vulneribus acceptis, manipularibus suis, qui illum erant secuti 'Quoniam' inquit 'me una vobiscum servare non possum, vestrae quidem certe vitae prospiciam, quos cupiditate gloriae adductus in periculum deduxi. Vos data facultate vobis consulite.' Simul in medios hostes inrupit duobusque interfectis reliquos a porta paulum submovit. Conantibus auxiliari suis 'Frustra' inquit 'meae vitae subvenire conamini, quem iam sanguis viresque deficiunt. Proinde abite, dum est facultas, vosque ad legionem recipite.' Ita pugnans post paulo concidit ac suis saluti fuit.

Traduzione all'italiano


Combattendo violentemente corpo a corpo, il centurione Fabio e coloro che avevano salito insieme il muro circondati e uccisi cadevano dal muro. Petronio, un centurione della sua legione, avendo tentato di sfondare le porte, schiacciato dalla moltitudine e disperando della sua vita, ricevute ormai molte ferite, ai suoi soldati, che lo avevano seguito, disse: “Poiché non posso salvarmi insieme a voi, provvederò sicuramente alla vostra vita, a voi che, spinti dal desiderio di gloria, ho condotto nel pericolo. Voi, visto che c’è la possibilità, decidete per voi”. Nello stesso tempo irruppe in mezzo ai nemici ed, dopo averne uccisi due, allontanò un poco gli altri dalla porta. Accingendosi i suoi a portargli aiuto, disse: “Inutilmente tentate di venire in aiuto della mia vita; ormai, infatti, il sangue e le forze mi abbandonano. Quindi, allontanatevi, finché c’è la possibilità, e ritornate alla legione”. Così, combattendo, poco dopo morì e i suoi furono salvi (i suoi ebbero la salvezza).