111 - 64 - Tentativo di riforme sociali - Nova Officina

Versione originale in latino


Tribunus plebis Tiberius Gracchus, nobilissimo genere natus, legem civitati utilissimam tulit, ne quis maiores possessiones agri quam mille iugera haberet. Deinde alteram legem non minus utilem priore tulit. Nam, cum Attalus, Pergami rex, ingentissimas sui regni divitias et pretiosissimos thesauros senatui Romano in hereditatem reliquisset, tribunus legem tulit ut maximam Attali hereditatis partem senatus plebi tribueret. Postea suam tribuniciam potestatem prorogare temptavit, sed patricii quam maximo potuerunt nisu ei obstiterunt. Nam voluntatem eius tamquam superbiorem regni petitionem plebi denuntiaverunt et tantum tumultum in urbe excitaverunt, ut nobilem tribunum per sicarios necaverint.

Traduzione all'italiano


Il tribuno della plebe T. Gracco, nato da nobilissima famiglia, aggiunse un utilissimo decreto alla città, perché nessuno possedesse più di un terreno di mille ettari. Dopo aggiunse un'altro decreto non meno utile del precedente. Difatti, avendo Attalo, sovrano di Pergamo, dato al senato romano in eredità numerosi beni del suo regno e ricchissimi bottini, il tribuno aggiunse il decreto con cui il senato dava la più grande porzione dell'eredità di Attalo alla plebe. Poi cercò di rimandare la sua tribunicia potestà, però i patrizi si allontanarono quanto più riuscirono. Difatti i plebei enunziarono il suo volere tanto quanto più arrogante di regno e fecero tanto caos in città da ammazzare con sicari un nobile tribuno.

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