110 - 63 - Sono più fortunati i ricchi o i poveri? - Nova Officina

Versione originale in latino


Gyges, Lydiae rex, olim legatos misit delphos et apollinis oraculum interrogavit quis esset mortalium omnium felicissimus. Nam Gyges,cum esset ditissimus et potentissimus inter reges, existimabat felicitatem suam maximam omnium. At apollo legatis respondit:" Non Gyges beatissimus et felicissimus mihi videtur:Aglaus enim multo felicior rege vestro est" . Aglaus pauperrimus ex arcadiae agricolis, numquam sui agelli terminos exceserat, nec ditioribus invidebat quia ingentiores opes non desiderabat.Apollo Delphicus igitur desiderabilius et securius iudicavit pauper tugurium Aglai quam magnificentissimam et opulentissimam;potiorem exstimavit parvulum agellum,timoris et curarum expertem,quam pinguissima Lydiae arva,sollicitudinis et metus plena.Saepe enim potentes et divites vitam aegerrimam degunt inter timores maximos et sollicitudines plurimas,quia nec divitiae nec opes nec humiliorum adulatio possunt beatum redere hominem.

Traduzione all'italiano


Gige, sovrano della Lidia, una volta mandò dei legati a Delfi per domandare all'oracolo chi fosse il più felice fra tutti i mortali. Difatti Gige,visto che era il più ricco e vigoroso dei sovrani nella sua epoca, considerava massima tra tutti la sua felicità. Comunque Apollo disse: " Gige non è il più felice e fausto tra tutti i mortali: difatti Aglao è parecchio più felice del vostro re>>. Aglao, il più misero dei contadini dell'Arcadia, si appagava dei pochi frutti del suo suolo e mai provava gelosia o bramava ingenti pecunie. Il delfico Apollo considerò più appetibile e certo la povera baracca di Aglao che la splendida e agiatissima reggia di Gige, considerò più nobile il piccolo campo, senza paure e angosce, che l'agiata tenuta della Lidia, piena di affanni e angosce; in più considerò più utile spportare due buoi che ordinare un esercito. Molte volte, difatti, agiati e potenti trascorrono una vita nociva tra ingenti paure e infiniti affanni, siccome nè ricchezze, nè gli agi, nè adulazioni dei miseri, possono rendere felice un uomo.

Trova ripetizioni online e lezioni private