292 - 271 - La poesia suscitatrice di entusiamo - Nova Officina

Versione originale in latino


Cum Lacedaemonii Messenios armis vincere non possent, missis legatis, oraculum Delphicum consuluerunt de belli eventu. Iis responsum est ut novum ducem ab Atheniensibus peterent, qui in contemptum Tyrtaeum poetam, claudum altero pede, miserunt. Spartani, tribus proeliis fusi, ad tantam desperationem adducti sunt ut reges eorum reducere exercitum in animo haberent. Sed intervenit Tyrtaeus, carmina sua exercitui pro contione recitans, in quibus hortamenta virtutis conscipserat. His carmini bus tantum ardorem militi bus inieci ut, cum in pugnam ardentissimo animo concurrissent, hostes profligaverint et fugaverint.

Traduzione all'italiano


Poiché gli Spartani non potevano vincere i Messeni, dopo aver mandato gli ambasciatori, consultarono l’oracolo di Delfi sull’esito della guerra. A questi fu risposto che nominassero un nuovo comandante dagli Ateniesi, i quali mandarono il poeta Tirteo zoppo da un piede con disprezzo. Gli Spartani, sconfitti in tre battaglie, condotti a tanta disperazione che il loro re pensava di ritirare l’esercito. Ma intervenne Tirteo, recitando all’esercito le sue poesie. Con queste poesie diedi tanto ardore ai soldati che, avendo combattuto con ardentissimo animo, sconfissero e misero in fuga i nemici.

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