255 - 210 - Inesperienza di un giovane condottiero (Giustino) - Nova Officina

Versione originale in latino


Cyrus, subacta Asia et universo Oriente in potestatem suam redacto, Scythis bellum movit. Erat Scytharum regina Tomyris, quae, non adventu hostium terria, eos flumen Oaxim transire permisit, sibi esse faciliorem pugnam intra terminos regni sui putans. Itaque Cyrus, traiectis copiis, cum aliquantum per Scythiam processisset, castra posuit. Deinde, simulato metu, refugiens, castra deseruit et vinum atque ea, quae epulis erant necessaria, relinquit. Cum id nuntiatum esset reginae, adulescentulum filium suum ut Persas insequeretur cum tertia parte copiarum misit. Adulescens, cum in castra Cyri deserta venisset, neglectis hostibus, cum suis militibus se vino et epulis dedit: sic pris ebrietate quam bello Scythe victi sunt. Nam Cyrus, his rebus cognitis, noctu reversus, eos ebrios oppressit omnesque cum reginae filio interfecit.

Traduzione all'italiano


Ciro, dopo aver sottomesso l’asia e aver ridotto in (suo) potere tutto l’oriente, muove guerra agli Sciti. A quel tempo la regina di Scizia era Tamiri, che non si era spaventata come di solito accade alle donne per l’arrivo dei nemici, pur potendo impedire loro il passaggio del fiume Oasse (il Don), permise il passaggio (lett.: permise di passare), poiché pensava sia che sarebbe stata più facile la battaglia nei confini del suo regno sia che sarebbe stata più difficile la fuga per i nemici a causa dell’ostacolo costituito dal fiume. E così Ciro, dopo aver fatto passare, poiché era andato alquanto avanti nella Scizia, pose l’accampamento. Poi il giorno dopo, simulata paura, come se avessi lasciato l’accampamento per fuggire (lett.: fuggendo), così lasciò una certa quantità di vino e tutti gli alimenti (lett.: tutte le cose) necessari per un banchetto. Quando questo venne annunciato alla regina, invia il giovane figlio insieme alla terza parte dell’esercito perché lo(=Ciro) inseguissero. Quando si arrivò all’accampamento di Ciro, il giovane, inesperto dell’arte militare, come se andasse ad un banchetto e non ad una battaglia, dimenticati i nemici, consente che i barbari, non abituati al vino, si ubriachino (lett.: si riempiano di vino), e sono vinti prima dall’ubriachezza che dal combattimento. Infatti, sapute queste cose, Ciro, tornato durante la notte, elimina gli ubriachi (lett.: i feriti) e uccide tutti gli Sciti insieme al figlio della regina.

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