221 - 178 - Nefandezze di Nerone - Nova Officina

Versione originale in latino


Traditum est Claudio successisse Neronem, qui nomen suum foedavit, cum imperium romanum deformavisset et minuisset. Constat eum infinitam partem senatus interfecisse, quia inimicus omnibus bonis erat. Se enim tanto dedecore prostibat se summum artificem esse. Narrant scriptores ab eo multa parricidia commissa esse. Nam tam saevus fuit ut interfecerit fratrem, uxorem, matrem et Senecam, qui praeceptor eius fuerat. Romam incendit ut, in pergula stans, incendii spectaculum, Troiae simile, cerneret. Dicebat enim illud spectaculum gratissimum oculis esse. Cum in re militari nihil omnino fecisset, Britanniam paene amisit.

Traduzione all'italiano


Si narra che a Claudio sia seguito Nerone, che danneggiò il suo nome, avendo mutato e ridotto l'impero dei romani. Si sa che quello abbia trafitto una gran parte del Senato, siccome era nemico di tutti i bravi. Difatti si prostituì a tanta umiliazione siccome pensava di essere il grande creatore. Gli scrittori raccontano che abbia svolto parecchi parricidi. E' stato tanto cattivo difatti che trafisse il fratello, la moglie, la madre e Seneca, che fu suo maestro. Bruciò Roma stando nella sua terrazza, per guardare uno scena di incendio uguale a quello di Troia. Affermava che quella scena era molto apprezzata agli occhi. Non svolse niente nell'attività militare, perse definitivamente la Britannia.

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