62 - 15 - Muzio Scevola - Nova Officina

Versione originale in latino


Dum copiae Porsenae Romam obsident, ingens erat in urbe frumenti et omnium ciborum inopia. Tunc Caius Mucius ad Etruscos devenire statuit et regem occidere. Ad castra hostium pervenerat, dum regis scriba stipendia militibus solvi. Scribae vestis similis regiis ornamentis erat Mucius ministrum pro rege necavit. Statim satellites percussorem comprehedentur et ad Porsenam duxerunt. Ubi coram rege fuit, sic Mucius dixit:splendidum scribae tui ornamentum dexteram meam in errorem induxit, quam ego nunc igne puniam. Ut talia verba dixit dexteram in proximum foculum iniecit et, dum ignis ardet, sine ullo lamento vulnera ustionis toleravit.

Traduzione all'italiano


Mentre le milizie di Porsenna assediano Roma, nella città vi era un ingente mancanza di frumento e di ogni cibo. Allora Gaio Muzio decise di andare dagli etruschi e uccidere il re. Era giunto all’accampamento dei nemici mentre il segretario del re pagava gli stipendi ai soldati. L’abito del segretario era simile agli abbigliamenti del re e Muzio uccise il funzionario al posto del re. Immediatamente le guardie afferrarono l’uccisore e lo condussero da Porsenna. Non appena fu davanti al re, così disse Muzio:<<Lo splendido abito del tuo segretario indusse la mia mano destra in errore, che ora io punirò con il fuoco>>. Non appena disse tali parole, pose la mano destra nel vicinissimo braciere, mentre il fuoco ardeva, senza alcun lamento sopportò le ferite dell’ustione.