172 - 6 - Scipione in Africa - Nova Lexis

Versione originale in latino


Anno quarto decimo posteaquam in Italiam Hannibal venerat, Scipio, qui multa bene in Hispania egerat, consul est factus et in Africam missus. Cui viro divinum quiddam inesse existimabatur, adeo ut putaretur etiam cum numinibus habere sermonem. Is in Africa contra Hannonem, ducem Afrorum, pugnat; exercitum eius interficit. Secundo proelio castra capit cum quattuor milibus et quingentis militibus, XI milibus occisis. Syphacem, Numidiae regem, qui se Afris coniunxerat, capit et castra eius invadit. Syphax cum nobilissimis Numidis et infinitis spoliis Romam a Scipione mittitur. Qua re audita omnis fere Italia Hannibalem deserit. Ipse a Carthaginiensibus redire in Africam iubetur, quam Scipio vastabat.

Traduzione all'italiano


Il quattordicesimo anno dopo che Annibale era giunto in Italia, Scipione, che molte liete missioni aveva svolto in Spagna, è stato fatto console e inviato in Africa. Cui uomo si considerava avesse in sé qualcosa di divino, dove si pensava anche che dialogasse con gli spiriti. Lui lotta in Africa contro Annone, comandante Africano, e riduce a pezzi il suo esercito. In una seconda battaglia attacca l'accampamento con quattromila cinquecento soldati, trafiggendone undicimila. Cattura Siface, sovrano della Numidia, che si era alleato agli Africani, e ne occupa l'accampamento. Siface coi più nobili dei Numidi e illimitate spoglie da Scipione fu inviato a Roma. E sentito questo circa l'intera Italia lasciò Annibale. E lui riceve il comando dai Cartaginesi di ritornare in Africa, che Scipione devastava.

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