13 - 13 - Datame sfugge a un attentato di Artaserse - Nova Lexis

Versione originale in latino


Datames, cum ei nuntiatum esset quosdam sibi insidiari, qui in amicorum erant numero, experiri voluit, verum falsumne sibi esset relatum. Itaque eo profectus est, in quo itinere futuras insidias dixerant. Sed elegit corpore ac statura simillimum sui eique vestitum suum dedit atque eo loco ire, quo ipse consuerat, iussit; ipse autem ornatu vestituque militari inter corporis custodes iter facere coepit. At insidiatores, postquam in eum locum agmen pervenit, decepti ordine atque vestitu impetum in eum faciunt, qui suppositus erat. Praedixerat autem iis Datames, cum quibus iter faciebat, ut parati essent facere, quod ipsum vidissent. Ipse, ut concurrentes insidiatores animum advertit, tela in eos coniecit. Hoc idem cum universi fecissent, priusquam pervenirent ad eum, quem aggredi volebant, confixi conciderunt.

Traduzione all'italiano


Datame, dopo che venne a sapere che alcuni che erano nella lista dei suoi amici gli ponevano trappole, volle provare se gli fosse stato detto il vero o il falso. Quindi si diresse là dove gli fu riferito che ci sarebbe stato l'attentato. Però scelse un servo di apparenza e di altezza piuttosto simile a sé e gli diede il suo abito e gli comando di circolare là dove lui era abituato a circolare;il medesimo al contrario, iniziò a camminare con divisa e distintivi di militare tra le guardie del corpo. Però i congiurati, dopo che la legione arrivò in quel posto, imbrogliati dalla ubicazione e dall'aspetto, fanno furia contro questo che fu posto invece di Datame. Datame, invece,prima aveva ordinato a quelli con i quali svolgeva il percorso che fossero preparati a fare ciò che egli stesso faceva. Il medesimo, quando vide i congiurati correre , gettò dardi contro questi. Visto che tutti facevano questa stessa azione,i congiurati, prima che raggiungessero quello che volevano attaccare, caddero colpiti.

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