77 - 25 - Le oche del Campidoglio - Navigare

Versione originale in latino


Interim, quoniam Galli appropinquabant, arx Romae Capitolium in ingenti pericolo fuit. Nam nocte sublustri Galli ascensum temptant expugnaturi arcem, atque tanto silentio in summum montem perveniunt, ut non solum custodes arcis sed etiam canes, animalia sollecita ad nocturnos strepitus, non audiverint hostes venientes. In Capitolio autem anseres Iunoni sacrae alebantur: iam Galli capturi erant arcem, cum T. Manlius, vir bello egregius, clangore anserum strepituque exitatus,statim arma arripuit et dum omnem iuventutem ad arma vocat, de summa arce Gallos deiecit. Romani iuvenes, exemplo Manlii permoti, telis, saxis missilibusque hostes proturbabant ac tota Gallorum acies in praeceps ruit.

Traduzione all'italiano


Intanto la rocca del Campidoglio da Roma fu in grave pericolo,dato che i Galli si avvicinavano. Infatti con il chiarore della notte i Galli tentano la scalata per espugnare la rocca, e giungono sulla cima del colle in un così grande silenzio,tanto da non sentire i nemici non solo i custodi della rocca ma anche i cani, animali attenti ai rumori notturni. Ma nel Campidoglio erano allevate le oche sacre a Giunone: ormai i Galli stavano per impadronirsi della rocca,quando T. Manlio, uomo di provato valore in guerra, svegliato dallo starnazzare e strepito delle oche ,subito afferrò le armi e mentre chiama alle armi tutta la gioventù,dalla cima della rocca fece cadere i Galli. I giovani Romani, spinti dall’esempio di Manlio scacciavano con lance, pietre e armi da getto i nemici e tutto l’esercito dei Galli fu precipitato dalla rocca.

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