175 - 16 - Il lupo e la capretta - Maiorum Lingua

Versione originale in latino


Lupus, dum per vastum campum deambulat, forte oculos ad caelum levat et in alta rupe pulchram capellam videt. Tum lupus famelicus, quia teneram capellam vorare vult, blandis dolosisque verbis timidam bestiolam allicit: "De alta rupe, pulchra capella, in campum descende: illic nullus cibus est tibi aptus, hic autem pabula, laeta odorosaeque herbae tipi florent". Tum capella, parva sed cauta, prompte respondet lupo: "Timida videor sed stulta non sum: nam dolum tuum intellego et in hac rupe, ubi tuta sum, manere malo!".
Ut fabella docet, verba malorum, etiam si blanda sunt, semper insidias celant, quia improbi bonis semper insidias tendunt.

Traduzione all'italiano


Un lupo, mentre passeggia per un vasto campo, alza per caso gli occhi al cielo e su un'alta rupe vede una bella capretta. Allora, il lupo famelico, poiché vuole divorare la tenera capretta, attira la timorosa bestiola con lusinghiere e furbe parole: "Scendi dall'alta rupe, oh bella capretta, nel campo: lì non c'è nessun cibo adatto a te, qui invece crescono rigogliosi pascoli e profumata erba per te". Allora la capretta, piccola ma cauta, prontamente risponde al lupo: "Sembro timorosa ma non sono stolta: infatti ho capito il tuo tranello e su questa rupe, dove sono al sicuro, preferisco rimanere!". Come insegna la favola, le parole dei cattivi, anche se sono lusinghiere, celano sempre insidie, poiché i malvagi tendono sempre trappole ai buoni.

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