339 - 1 - I contadini sono i migliori soldati - Littera Litterae

Versione originale in latino


Aptior armis mihi videtur rustica plebs, quae sub divo et in labore nutritur, et solis patiens, umbrae neglegens, deliciarum ignara, parvo contenta est. Nam rusticis ad omnium laborum tolerantiam membra durata sunt et eis gestare ferrum, fossam educare, onus umeris ferre consuetudo est, quam ex agrorum operibus et ex agresti vita didicerunt. Interdum tamen rerum necessitas exigit ut etiam urbani homines ad arma vocentur et militari disciplina instituantur. Hi, ubi nomen militiate dedere, primum laborare, decurrere, portare pondus, solem pulveremque ferre, nullis laboribus neque interdiu neque noctu parcere, tribunorum centurionumque imperatis celeriter obtemperare condiscant. Deinde usui armorum studeant et, si bellum diutinum erit, in agrariis castris quam plurimum detineantur proculque a civitatis illecebris arceantur ut eo modo vigor accedat et corporibus et animis eorum. Ex agris ergo praecipue supplendum est robur exercitus; nam minus pericola et mortem timent qui minus deliciarum in vita noverunt. Somno tamen et quieti iustum temporis spatium dandum est, ne labor nimius corporibus damno vel disciplina animis tedio sit.

Traduzione all'italiano


Mi sembra più adatta alle armi la gente di campagna che è allevata all'aria aperta e nella fatica, sopportando il sole, noncurante dell'ombra, ignara delle dolcezze, che si accontenta di poco. Infatti, il corpo dei contadini è resistente a tutte le fatiche e per loro è consuetudine trasportare ferro, scavare un fossato, portare un fardello sulle spalle, cose che hanno imparato dai lavori dei campi e dalla vita rurale. Talora, tuttavia, la necessità richiede che anche i cittadini vengano chiamati alle armi ed addestrati al rigore militare. Questi devono abituarsi, una volta arruolati, per prima cosa a lavorare, correre, portare pesi, sopportare il sole e la polvere, non astenersi da alcun lavoro né di giorno né di notte, obbedire rapidamente agli ordini dei centurioni e dei tribuni. In seguito si applichino allo studio delle armi e, se ci sarà una lunga guerra, siano trattenuti quanto più possibile negli accampamenti di campagna e siano tenuti lontano dalle attrattive della città affinché così accresca l’energia sia ai loro corpi sia ai loro animi. Soprattutto dai campi deve essere dunque reclutato il vigore dell’esercito; infatti temono di meno i pericoli e la morte coloro che, durante la vita, conoscono meno comodità. Tuttavia bisogna concedere il giusto tempo al sonno e al riposo, affinché l’eccesiva fatica non sia di danno ai corpi o la disciplina non sia di danno agli animi.

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