113 - 1 - Il dio degli Oceani - Littera Litterae

Versione originale in latino


Neptunus, Saturni et Rheae filius, traditus est deus dominusque universorum Oceanorum, qui ventis ac procellis imperabat et universarum aquarum imperium cum Aeolo, ventorum domino, et nymphis dividebat; Neptuni concha ab equis marinis transportbantur: ea per undas celeriter trahebatur. Equi feros oculos atque iubas caeruleas habebant, at a Neptuno semper habenis firme ducti sunt. Deus nautis saepe apparebat: nautae, semper viventes in pelagi periculis, multis hostiis benevolentiam Neptuni rogabant: etiam sacra templa ei dicata sunt et plerumque in insularum oris aedificata sunt, ubi nautae deum patronum vitae suae orabant. Neptuno sacri erant equus et delphinus et inter plantas pinus.

Traduzione all'italiano


Si narra che Nettuno, figlio di Saturno e di Rea, dio di tutti gli Oceani, fosse colui che comandava i venti e le tempeste e che divideva il dominio di tutte le acque con Eolo, dominatore dei venti, e con le ninfe; la conchiglia di Nettuno era trainata da cavalli marini: essa era trasportata velocemente attraverso le onde. I cavalli avevano occhi indomiti e criniere scure, e sono sempre stati guidati fermamente con le briglie da Nettuno. Il dio spesso appariva ai marinai: i marinai, che vivevano sempre tra i pericoli dell’oceano, chidevano la benevolenza di Nettuno con molti sacrifici: gli vennero dedicati anche templi sacri e la maggior parte di essi furono costruiti sulle coste delle isole, dove i marinai pregavano il dio patrono della loro vita. Per Nettuno erano sacri il cavallo e il delfino e, tra le piante, il pino.

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