100 - Il mito di Prometeo - Lingua Viva

Versione originale in latino


A Graecis antiquam virorum historiam in multis fabulis accipimus una cum vita virorum fortissimorum deorumque. Prometheus, Iapeti filius, primos viros ex luto finxit. Humani flammam non habebant et miseri erant. Tunc is flammam a deis rapuit et in ferula eam in terras portavit et virisque monstravit donavitque. Itaque Iuppiter Prometheo dixit: <Ego te ob audaciam tuam puniam>. Ob illam causam, Mercurius, lovis imperio, Prometheum in Caucaso ad saxum clavis ferreis deligavit et aquilam illi adiciebat, quae iecur eripiebat et manducabat. Aquilam post triginta annos Hercules interfecit et Prometheum liberavit.

Traduzione all'italiano


Dai Greci apprendiamo in molte leggende l’antica storia degli uomini, insieme con la vita degli eroi e degli dei. Prometeo, figlio di Giapeto, per primo creò gli uomini dal fango. Gli uomini non avevano il fuoco ed erano infelici. Allora egli rubò il fuoco agli dei e lo portò sulla terra su una ferula, e lo mostrò e lo donò agli uomini. Di conseguenza Giove disse a Prometeo: “Io ti punirò per la tua insolenza”. Per questo motivo, Mercurio, per ordine di Giove, incatenò Prometeo a una roccia, sul Caucaso, con catenacci di ferro e gli pose accanto un’aquila che estraeva e mangiava il suo fegato. Ercole uccise l’aquila e liberò Prometeo dopo trent’anni.

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