272 - 3 - Alcibiade - Lingua Viva

Versione originale in latino


Alcibiades, Cliniae filius, Atheniensis fuit. Nemo excellentior fuit Alcibiade vel in vitiis vel in virtutibus. Natus in aplissima civitate, omnium aequalium formosissimus fuit, ad omnia aptus (namque imperator fuit summus et mari et terra), disertus, ditissimus, patiens, liberalis, splendidus, non minus in vita publica quam provata. Alcibiadem Pericles educavit, erudivit Socrates. Socerum habuit Hipponicum, omnium Graecorum ditissimum. Postquam robustior fuit, bellum Syracusanis indixit. Cum Athenienses bellum apparabant, nocte Hermae, qui in oppido erant, deiecti sunt: firmissima cecidit suspicio in Alcibiadem, quod et potentior et maior quam privatus erat. Itaque ille patriam reliquit et ab Atheniensibus ad Lacedaemonios defecit.

Traduzione all'italiano


Alcibiade, figlio di Clinia, fu Ateniese. Nessuno fu più straordinario di Alcibiade sia per i difetti che per le virtù. Nato in una grandissima città da una famiglia molto nobile, fu di gran lunga il più avvenente di tutti i giovani della sua età. Portato per tutte le cose e pieno di determinazione (e infatti fu un eccellente comandante sia per mare che per terra), arguto, laborioso, tollerante, magnanime, elegante, non meno nella vita pubblica quanto in quella privata. Percle educò Alcibiade, lo istruì Socrate. Ebbe come suocero Ipponico, il più ricco fra i Greci. Quando divenne un po’ più forte, dichiarò guerra ai Siracusani. Mentre gli Ateniesi preparavano la guerra, di notte, le Erme che erano in città furono uccise: un fortissimo sospetto cadde su Alcibiade, poichè era più potente e più grande di un privato cittadino. Pertanto egli lasciò la patria e abbandonò gli Ateniesi agli Spartani.

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