429 - 28 - Pregi e difetti di Agesilao - Lingua Viva

Versione originale in latino


Sine dubio post Leuctricam pugnam Lacedaemonii se numquam refecerunt neque pristinum imperium recuperaverunt, cum interim numquam Agesilaus destitit patriam iuvare. Nam semper omnibus praesidio fuit, magnae pecuniae donum accepit et effecit ut patriam sublevaret. Atque in illo quid abstinentia et frugalitate fuit admirabilius? Cum enim maxima munera ei a regibus ac dynastis civitatibusque darentur, nihil umquam domum suam introduxit, nihil de victu, nihil de vestitu Laconum mutavit. Domo eadem fuit contentus, in qua Eurysthenes, progenitor maiorum suorum, vixerat: quam qui intraverat, nullum signum libidinis, nullum luxuriae videre poterat, contra plurima patientiae atque abstinentiae. Sic enim erat instructa ut in nulla re dissimilis a civium privatorum atque inopum domo esset. Atque hic tantus vir ut naturam fautricem habuerat in animi virtutibus, sic maleficam nactus est in corporis forma. Nam accidit ut et statura esset humili et corpore exiguo et claudus altero pede. Quae res etiam nonnullam efficiebat deformitatem, ita ut qui eum ignorabant, faciem eius cum intuerentur, contemnerent; qui autem eius virtutes cognoverant, non poterant eum satis admirari.

Traduzione all'italiano


Senza dubbio dopo la battaglia di Leuttra gli Spartani non si ripresero più né riacquistarono la precedente autorità, ma nel frattempo Agesilao non smise mai di recare aiuto alla patria. Infatti fu sempre di aiuto a tutti, ricevette il dono di una grande somma di denaro e riuscì a sostenere la patria. Ed in lui che cosa fu più ammirevole della moderazione e della parsimonia? Infatti, pur essendo a lui dati grandissimi doni da re, dinasti e città, egli mai niente portò in casa sua, nulla mutò del tenore di vita, nulla dell’abbigliamento degli Spartani. Fu soddisfatto in quella stessa casa in cui aveva vissuto Euristene, progenitore dei suoi antenati: chi vi entrava, non poteva scorgere alcun segno di lussuria, alcun segno di esuberanza, ma moltissimi di costanza e moderazione. Era infatti stata organizzata in modo tale che in nessuna cosa differisse dalle case di cittadini privati e poveri. E questo uomo tanto grande, come aveva avuto complice la natura nelle virtù dall’animo, così trovò malefica (la natura) nell’aspetto fisico. Infatti accadde che fosse di bassa statura ed esile e zoppo da un piede. Ciò gli causava anche una certa deformità, così che chi non lo conosceva, guardando il suo aspetto, lo disprezzava; ma quelli che avevano conosciuto le sue virtù non avevano potuto apprezzarlo abbastanza.

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