139 - 58 - L'oltretomba - Lingua Mater

Versione originale in latino


Pluto, Iovis frater, Inferorum deus erat et in Averno vivebat. Plutonis uxor Proserpina erat, Iovis Cererisque filia: a deo quondam in Sicilia in prato apud urbem Hennam rapta, in Averno cum Plutone vivebat atque regina Inferorum umbrarumque erat. In Averno Tartarus erat, ubi mali improbique homines post mortem poenam suorum scelerum pendebant, in perpetuum a Furiis excruciati; sed etiam Elysii campi erant, ubi boni probique homines perpetuo vitam beatam degebant. Umbrarum iudices erant Minos, Rhaadamanthus et Aeacus. In Avernum umbrae a Mercurio ductae veniebant; nauta Charon autem umbras trans Stygem et Acherontem, Averni fluminia, cumba transvehebat. Ibi, aquam fluminis Lethes bibentes, animae terrenae vitae oblivionem accipiebant.

Traduzione all'italiano


Plutone, fratello di Giove, era dio degi Inferi e viveva nell'Averno. La moglie di Plutone era Proserpina, figlia di Giove e Cerere: rapita un tempo dal dio in un prato in Sicilia vicino alla città di Enna, viveva nell'Averno con Plutone ed era la regina degli inferi e delle ombre. Nell'Averno c'era il Tartaro, dove gli uomini malvagi e scellerati dopo la morte pagavano la pena dei loro delitti, per sempre tormentati dalle Furie; ma c'erano anche i campi elisi, dove gli uomini buoni e onesti trascorrevano in eterno una vita beata. I giudici delle ombre erano Minosse, Radamanto e Eaco. Le anime venivano condotte nell'averno da Mercurio; il nocchiero Caronte invece trasportava le anime con una barchetta oltre lo Stige e l'Acheronte, fiumi dell'Averno.

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