426 - 423 - Annibale, il più grande dei generali - Lingua Magistra

Versione originale in latino


Hannibal, Hamilcaris filius, Carthaginiensis. Si verum est, quod nemo dubitat, ut populus Romanus omnes gentes virtute superaverit, non est infitiandum Hannibalem tanto praestitisse ceteros imperatores prudentia, quanto populus Romanus antecedat fortitudine cunctas nationes. Nam quotienscumque cum eo congressus est in Italia, semper discessit superior. Quod nisi domi civium suorum invidia debilitatus esset, Romanos videtur superare potuisse. Sed multorum obtrectatio devicit unius virtutem. Hic autem velut hereditate relictum odium paternum erga Romanos sic conservavit, ut prius animam quam id deposuerit, qui quidem, cum patria pulsus esset et alienarum opum indigeret, numquam destiterit animo bellare cum Romanis.

Traduzione all'italiano


Annibale, figlio di Amilcare, era Cartaginese. Se è vero, ciò di cui nessuno dubita, che il popolo Romano avrà superato nel valore militare tutti i popoli, si deve ammettere che Annibale fu tanto superiore agli altri generali in astuzia quanto il popolo Romano superò in forza tutti gli altri popoli. Infatti ogni volta che Annibale si scontrò con quello (cioè il popolo dei Romani) in Italia, sempre ne uscì vincitore. E se non fosse stato indebolito dalle ostilità dei suoi concittadini in patria, sembra che avrebbe potuto sconfiggere i Romani. Ma l'ostilità di molti vinse il valore di uno solo. In lui l'odio per i Romani, lasciatogli dal padre come un'eredità era perciò radicato, in tal modo che lasciò la vita prima di quello, tanto che non si fermò mai di combattere con l'animo contro i Romani, nonostante fosse stato cacciato dalla sua patria e avesse bisogno dei soccorsi degli altri.