419 - 420 - La resa dei Remi (Cesare) - Lingua Magistra

Versione originale in latino


Eo cum de improviso celeriusque omni opinione venisset, Remi, qui proximi Galliae ex Belgis sunt, ad eum legatos Iccium et Andecumborium primos civitatis miserunt, qui dicerent se suaque omnia in fidem atque in potestatem populi Romani permittere, neque se cum reliquis Belgis consensisse neque contra populum Romanum omnino coniurasse, paratosque esse et obsides dare et imperata facere et oppidis recipere et frumento ceterisque rebus iuvare; reliquos omnes Belgas in armis esse Germanosque, qui cis Rhenum incolant, sese cum his coniunxisse, tantumque esse eorum omnium furorem, ut ne Suessiones quidem fratres consanguineosque suos, qui eodem iure et isdem legibus utantur, unum imperium unumque magistratum cum ipsis habeant, deterrere potuerint, quin cum iis consentirent.

Traduzione all'italiano


Essendo arrivato là all'improvviso e più veloce di ogni previsione, i Remi, che tra i Belgi sono i vicini della Gallia, gli mandarono Iccio ed Andecumbori ocome ambasciatori , capi della patria, a dire che mettevano se stessi e tutti i loro averi nella parola e nel potere del popolo romano e che loro non si erano accordati con gli altri Belgi né si erano affatto alleati contro il popolo romano, che erano pronti a dare ostaggi, obbedire agli ordini, accoglierli nelle città e aiutarli con frumento ed altri beni; che gli altri Belgi erano in armi ed i Germani che abitavano al di là del Reno si erano riuniti con essi e così forte era l'impeto di tutti quelli che non avevano potuto distogliere neppure i Sucessoni loro fratelli e consanguinei, che godono dello stesso diritto e delle stesse leggi ed hanno con loro un unico governo ed un'unica magistratura, dal collegarsi con essi.