398 - 404 - Invidia degli Ateniesi per Cabria - Lingua Magistra

Versione originale in latino


Tum praefecti regis Persae legatos miserunt Athenas questum quod Chabrias adversum regem bellum gereret cum Aegyptiis. Athenienses diem certam Chabriae praestituerunt quam ante domum nisi redisset capitis se illum damnaturos denuntiarunt. Hoc ille nuntio Athenas rediit neque ibi diutius est moratus quam fuit necesse. Non enim libenter erat ante oculos suorum civium quod et vivebat laute et indulgebat sibi liberalius quam ut invidiam vulgi posset effugere. Est enim hoc commune vitium in magnis liberisque civitatibus ut invidia gloriae comes sit et libenter de his detrahant quos eminere videant altius; neque animo aequo pauperes alienam opulentium intuuntur fortunam. Itaque Chabrias cum ei licebat plurimum aberat. Neque vero solus ille aberat Athenis libenter sed omnes fere principes fecerunt idem quod tantum se ab invidia putabant futuros quantum a conspectu suorum recesserint. Itaque Conon plurimum Cypri vixit Iphicrates in Thraecia Timotheus Lesbo Chares Sigeo; dissimilis quidem Chares horum et factis et moribus sed tamen Athenis et honoratus et potens.

Traduzione all'italiano


Dunque i satrapi del re persiano mandarono delegati ad Atene a lamentarsi del atto che Cabria gestisse la guerra contro il re con gli Egiziani. Gli Ateniesi posero un giorno a Cabria ,che se non fosse ritornato in patria, lo informarono che lo avrebbero punito alla pena capitale. A codesta notizia lui rimpatriò ad Atene, però non si trattenne lì più di quanto fu dovuto. I suoi cittadini difatti non lo guardavano di buon occhio: viveva lussuosamente e si dedicò molto allo sfarzo della vita affinché potesse scappare all'ostilità del popolo. Questo vizio è presente in ogni nazione, che la gelosia sia vicina della fama e che con piacere infama quelli che vogliono porsi molto in alto e che gli umili non vedono con quieto spirito la sorte degli altri che sono benestanti. Allora Cabria, sino a che le cose glielo acconsentirono, se ne stava lontano quanto poteva. E non solamente lui stava con piacere distante da Atene: fecero la medesima cosa quasi ogni comandante, poiché credevano che sarebbero stati distanti dalla gelosia nella zona in cui fossero stati distanti dai loro cittadini. Quindi Conone visse sopratutto a Cipro, Ificrate in Tracia, Timoteo a Lesbo, Carete al Sigeo; estraneo Carete da quelli sia per atti sia per usanze, ma tuttavia ad Atene amato e potente.

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