355 - 388 - Nerone dà spettacolo - Lingua Magistra

Versione originale in latino


Quid de Neronis spectaculis dicam? Maxime autem popularitate efferebatur, omnium aemulus, qui quoquo modo animum vulgi moverent. Exiit opinio post scaenicas coronas proximo lustro eum esse ad Olympiam inter athletas; nam et luctabatur assidue nec aliter certamina gymnica tota Graecia spectaverat quam brabeutarum more in stdio humi assidens ac, si qua paria longius recessisent, in medium manibus suis protrahens. Utinam optimus princeps fuisset potius quam optimus suriga? Tum vero putares, quia Nero Apollinem cantu, Solem aurigando aequiperare existimaretur, eum velle imitari et herculis facta: praeparatumque leonem aiunt, quem vel clava vel brachiorum nexibus in amphiteatri harena spectante populo nudus elideret.

Traduzione all'italiano


Che cosa racconterò riguardo gli spettacoli di Nerone? Particolarmente che era elogiato dalla fama, imitò tutti, per persuadere in qualche maniera lo spirito del popolo. Sbocciò il parere in seguito delle ghirlande sceniche che poi nel lustro sarebbe disceso ad Olimpia tra gli atleti, difatti, si praticava in modo costante allo scontro, e, nell'intera Grecia, mentre partecipava agli scontri sportivi, spettava ai giudici, adagiandosi al suolo durante la prova però se una coppia si distanziava eccessivamente, li riconduceva a sè con le sue mani, in mezzo. Se fosse stato più un buon imperatore che un eccelente attore? Dunque in realtà crederesti, siccome Nerone credeva di emulare Apollo nel canto, oltre il sole, che lui volesse emulare pure le vicende di Ercole: dicono che un leone fosse preparato, che o con la clava o con l'intreccio delle mani davanti al popolo che guarda indifeso nell'anfiteatro cacciasse.