302 - 358 - Condanna di un venditore poco onesto - Lingua Magistra

Versione originale in latino


Omnium certe interest venditorem bonae fidei semper esse.Qui enim suam rem vendit neque vitia obscurare neque laudes praeter modum celebrare debet ut pluris vendat. Claudius Centumalus ab auguribus iussus est altitudinem domus suae, quam in Caelio monte habebat, summittere, quia his ex arce augurium capientibus officebat, sed vendidit eam Calpurnio Lanario nec indicavit quod imperatum a collegio augurum erat. A quibus Calpurnius demoliri domum coactus, venditorem fraudis accusavit et M.Catonem arbitrum controversiae sumpsit. Cato, ut est edoctus de industria Claudium praedictum sacerdotum suppressisse, continuo dupli illum damnavit, summa quidem cum aequitate, quia bonae fidei venditorem nec commodorum spem augere obscurare ad iustitiam refert.

Traduzione all'italiano


A ognuno sicuramente importa che il mercante sia perennemente di buona fede. Difatti colui che mette in vendita i suoi averi non deve celare gli svantaggi né evidenziare eccessivamente i pregi per guadagnare maggiormente.A Claudio Centumalo è stato ordinato dagli aruspici di ridurre l'altezza della sua dimora, che possedeva sul monte celio, perché ostacolava loro il ricevimento dell'augurio dalla rocca, però la vendette a Lanario nè disse l'accaduto che gli era stato ordinato dal collegio degli auguri. Dai quali Calpurnio è stato obbligato a distruggere la casa, accusò di truffa il venditore e prese Catone come giudice. Catone, mentre comunicò a Claudio Centumalo, intenzionato a mettere in vendita la dimora, che per imposizione dei prelati bisognava distruggere l'abitazione, d'improvviso decreto che da Centumalo bisognava che fosse consegnato il doppio al compratore. Oh verdetto pieno di prudenza e giustizia! E' opportuno difatti che nei venditori ci sia sempre la buona fede, e non si deve aumentare la speranza dei pregi e non si deve celare la consapevolezza dei difetti.