242 - 329 - Gli Elvezi si arrendono - Lingua Magistra

Versione originale in latino


Helvetii omnium rerum inopia adducti legatos dededitione ad eum miserunt. Qui cum eum in itinere convenissent seque ad pedes proiecissent suppliciterque locuti flentes pacem petissent atque eos in eo loco, quo tum essent, suum adventum exspectare iussisset, paruerunt.Eo postquam Caesar pervenit, obsides, arma, servos, qui ad eos perfugissent, poposcit. Dum ea conquiruntur et conferuntur nocte intermissa, circiter hominum milia sex eius pagi qui Verbigenus appellatur, sive timore perterriti, ne armis traditis supplicio adficerentur, sive spe salutis inducti quod in tanta multitudine dediticiorum suam fugam aut occultari aut omnino ignorari posse existimarent, prima nocte e castris Helvetiorum egressi ad Rhenum finesque Germanorum contenderunt.

Traduzione all'italiano


Gli Elvezi oppressi dalla privazione di qualsiasi cosa gli inviarono legati per la resa. Quelli essendosi imbattuti in lui durante la camminata ed essendosi inginocchiati ai piedi proferendo umilmente e gemendo avendo domandato la tregua e avendo comandato quello che attendessero la sua comparsa in quel posto dove quel tempo si trovavano, ubbidirono. Dopo che Cesare arrivò là rivolle ostaggi, armi, i servi che erano scappati da questi. Quando furono raccolte codeste cose e radunate, passata la notte, quasi sei mila uomini di quella regione che si nominava Verbigeno, o impauriti dal terrore che, date le armi, venissero oppressi dal dolore, o spinti dalla speranza di salvaguardia poiché credevano che in una tale grande moltitudine la loro ritirata o si potesse celare o non sapere completamente, all'inizio della notte usciti dalla tenda degli Elvezi si rivolsero presso il Reno e le regioni dei Germani.

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