223 - 318 - Verso la seconda guerra punica - Lingua Magistra

Versione originale in latino


L. Aemilio consule ingentes Gallorum copiae Alpes transierunt. Traditum est a Fabio historico, qui ei bello interfuit, DCCC milia hominum parata ad id bellum esse. XL milia hostium perierunt et triumphus Aemilio decretus est.Aliquot deinde annos post contra Gallos intra Italiam pugnatum est, finitumque bellum M. Claudio Marcello et Cn. Cornelio Scipione consulibus. Tum Marcellus cum collega ingentes copias Gallorum peremit, Mediolanum expugnavit, grandem praedam Romam pertulit. M. Minucio Rufo P. Cornelio consulibus, bellum Punicum secundum Romanis inlatum est per Hannibalem, Carthaginiensium ducem, qui Saguntum, Hispaniae civitatem Romanis amicam, oppugnare coepit. Huic Romani per legatos denuntiaverunt ut bello abstineret. Is legatos admittere noluit. Romani etiam Carthaginem nuntios miserunt, ut mandaretur Hannibali ne bellum cum sociis populi Romani iniret. Dura responsa a Carthaginiensibus data sunt. Saguntini interea fame victi sunt, captique ab Hannibale ultimis poenis afficiuntur. Bellum Carthaginiensibus indictum est.

Traduzione all'italiano


Durante consolato di L. Emilio numerose truppe di Galli attraversarono le Alpi. E' stato raccontato dallo storico Fabio che prese parte a quello scontro, che ci fossero ottocentomila uomini preparati per quella guerra. Perirono quarantamila avversari ed Emilio fu condotto in trionfo. Per parecchi anni si lottò contro i Galli in Italia, e fu conclusa la guerra durante il consolato di Claudio Marcello e Cornelio Scipione. Così Marcello distrusse con il collega numerose truppe di galli, liberò Milano, condusse un enorme bottino a Roma. Durante il consolato di Rufo e Cornelio, venne iniziata dai Romani la seconda guerra punica tramite Annibale, generale dei cartaginesi, che cominciò ad attaccare Sagunto, città della Spagna legata ai romani. A lui i Romani dichiararono per via dei legati di rinunciare alla guerra. Lui non volle accettare i legati. I Romani inviarono messaggi anche a Cartagine, affinché venisse ordinato ad Annibale di non portare guerra ai soci del popolo romano. Furono date dure risposte da parte dei Cartaginesi. I Saguntini nel frattempot erano sfiniti dalla fame, e catturati da Annibale vennero oppressi da ultimi dolori. Ai Cartaginesi venne dichiarata guerra.

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