177 - 302 - Dobbiamo imitare gli eroi della patria - Lingua Magistra

Versione originale in latino


Homines Graeci inique a suis civibus damnati atque expulsi, tamen, quia bene sunt de suis civitatibus meriti, tanta hodie gloria sunt non in Graecia solum, sed etiam apud nos atque in ceteris terris, ut eos, a quibus illi oppressi sint, nemo nominet, horum calamitatem dominationi illorum omnes anteponant. Quis Carthaginiensium pluris fuit Hannibale consilio, virtute, rebus gestis, qui unus cum tot imperatoribus nostris per tot annos de imperio et de gloria decertavit? Hunc sui cives e civitate eiecerunt; nos etiam hostem litteris nostris et memoria videmus esse celebratum. Quare imitemur nostros Brutos, Camillos, Fabricios, Scipiones, innumerabiles alios, qui hanc rem publicam stabilverunt; amemus patriam, pareamus senatui, consulamus bonis, praesentes fructus neglegamus, posteritatis gloriae serviamus. Id esse optimum putemus quod erit rectissimum; speremus quae volumus, sed quod acciderit feramus; cogitemus deinde corpus virorum fortium magnorumque hominum esse mortale, animi vero et virtutis gloriam sempiternam.

Traduzione all'italiano


Gli uomini greci condannati e mandati via iniquamente dai loro cittadini, tuttavia, siccome sono benemeriti per le loro città, adesso hanno tanta fama non solamente in Grecia, ma pure presso di noi e negli altri territori, che nessuno nomina tutti coloro dai quali quelli sono stati oppressi, e tutti antepongono la disgrazia di questi al dispotismo di quelli. Chi vi è stato tra i Cartaginesi più grande di Annibale per valore militare, ragione, missioni, chi da solo sfido per gloria e sull'impero per una parecchi anni con i nostri generali? I suoi concittadini lo mandarono via dalla città. Pure noi scorgiamo che l'avversario è commemorato nelle nostre lettere e nel ricordo. Per codesta motivazione imitiamo i nostri Bruto, Camillo, Fabrizio, Scipione, e parecchi altri, che costruirono questo stato; adoriamo la patria, seguiamo il senato, ascoltiamo i buoni, dispregiamo i frutti presenti e ci dedichiamo alla gloria dei posteri, consideriamo che sia migliore ciò che sarà molto sincero; speriamo ciò che desideriamo,però tolleriamo ciò che succederà; riflettiamo alla fine che il corpo di qualsiasi uomo più vigoroso e grande è mortale e che la fama dello spirito e del valore militare è immortale.

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