175 - 300 - Morte del console Emilio Paolo - Lingua Magistra

Versione originale in latino


Bello Punico secundo Hannibal, postquam ter Romanos vicerat apud Ticinum, apud Trebiam atque apud Trasumenum lacum, ad Apuliam contendit. Ibi Carthaginiensium dux rursus cum Romanis conflixit et apud cannas insignem cladem Romanorum exercitui intulit, quia ipse consul Aemilius Paulus in acie mortem invenit. Nam confecto proelio, Cneus Lentulus, tribunus militum, dum equo fugit, consulem cruore oppletum super saxum sedentem viderat atque ei dixerat:" L. Aemili, equum meum cape et fuga salutem pete! Noli funestam hanc pugnam facere morte consulis!" Tribuno consul responderat: "Ego, Cn. Corneli, hic manebo ut officio meo satisfaciam. Tu abi et admone publice Romanorum patres ut urbem firmis praesidiis muniant, ne Roma ab Hannibale deleatur". Paulo post consul, ab hostibus undique circumventus, strenue pugnans cecidit.

Traduzione all'italiano


Durante la seconda guerra punica annibale, dopo che aveva vinto i Romani per tre volte persso il Ticino, presso il Trebbia e presso il lago Trasimeno, marciò velocemente verso la Puglia. Là il comandante dei Cartaginesi combattè nuovamente contro i Romani e inflisse una sconfitta memorabile all'esercito dei Romani presso Canne, poichè lo stesso console Emilio Paolo trovò la morte in battaglia. Infatti conclusa la battaglia, Gneo Lentulo, tribuno dei soldati, mentre fuggiva a cavallo, aveva visto il console che sedeva ricoperto di sangue sopra ad un masso, e gli aveva detto: "Lucio Emilio, prendi il mio cavallo e cerca la salvezza con la fuga. Non volere che questa battaglia sia vista funesta per la morte del console!" Il console aveva risposto al tribuno: "Io, Gneo Cornelio, rimarrò qui per adempiere completamente al mio mandato. Tu vattene invece, e avvisa pubblicamente i senatori dei Romani affinchè proteggano la città con difese resistenti, e Roma non venga distrutta da Annibale. Poco dopo, il console, circondato da ogni parte dai nemici, morì combattendo valorosamente.