70 - 251 - E' colpevole anche chi non impedisce un reato - Lingua Magistra

Versione originale in latino


Sed iniustitiae genera duo sunt unum eorum qui inferunt alterum eorum qui ab is quibus infertur si possunt non propulsant iniuriam. Nam qui iniuste impetum in quempiam facit aut ira aut aliqua perturbatione incitatus is quasi manus afferre videtur socio; qui autem non defendit nec obsistit si potest iniuriae tam est in vitio quam si parentes aut amicos aut patriam deserat. Libro 1 Paragrafo 24 Atque illae quidem iniuriae quae nocendi causa de industria inferuntur saepe a metu proficiscuntur cum is qui nocere alteri cogitat timet ne nisi id fecerit ipse aliquo afficiatur incommodo. Maximam autem partem ad iniuriam faciendam aggrediuntur ut adipiscantur ea quae concupiverunt; in quo vitio latissime patet avaritia.

Traduzione all'italiano


Ci sono, poi, due categoria ingiustizia: una è di quelli che compiono un oltraggio; l'altro, di coloro che, pur avendone la possibilità, non la allontanano da quelli che la patiscono. Infatti, quello che, spinto dalla rabbia o da qualche altro sentimento, aggredisce iniquamente qualcuno, esempio chi mette le mani addosso a un suo amico; però chi, pur avendo la possibilità, non allontana e non contrasta l'oltraggio non è meno responsabile di chi lasciasse i suoi genitori senza forze , i suoi compagni, la sua patria. Ed è altrettanto vero che quelle ingiustizie che si fanno apposta per danneggiare, hanno molte volte origine dal timore, quando, cioè,quello che riflette per danneggiare un altro, ha paura che, non svolgendo cosi, debba patire lui qualche oltraggio. Però la maggior parte degli uomini sono stimolati a nuocere gli altri per ottenere quello che incoraggia in loro una forte ambizione. E di ciò il vizio più grande si trova nell'avidità di denaro.

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