484 - 232 - Gli spettacoli e i giochi - Lingua Magistra

Versione originale in latino


Spectaculorum et assiduitate et varietate et magnificentia omnes antecessit. Fecisse se ludos ait suo nomine quater pro aliis magistratibus qui aut abessent aut non sufficerent ter et vicies. Fecitque nonnumquam etiam vicatim ac pluribus scaenis per omnium linguarum histriones munera non in Foro modo nec in amphitheatro sed et in Circo et in Saeptis et aliquando nihil praeter venationem edidit; athletas quoque exstructis in campo Martio sedilibus ligneis; item navale proelium circa Tiberim cavato solo in quo nunc Caesarum nemus est. Quibus diebus custodes in urbe disposuit ne raritate remanentium grassatoribus obnoxia esset. In Circo aurigas cursoresque et confectores ferarum et nonnumquam ex nobilissima iuventute produxit. Sed et Troiae lusum edidit frequentissime maiorum minorumque puerorum prisci decorique moris existimans clarae stirpis indolem sic notescere.

Traduzione all'italiano


Per ripetitività, ricchezza e imponenza di spettacoli superò tutti. Lui disse che, a suo titolo, festeggiò con giochi pubblici quattro volte e ventitré volte invece di altri pretori che erano assenti o non bastavano. Tuttavia celebrò spettacoli, anche nei vari vicinati, con moltissime scenari, tramite attori che sapevano tutte le lingue, non solamente nell'anfiteatro e nel foro, ma pure nei recinti per le elezioni e nel circo, qualche volta programmò solo battute di caccia; pianificò pure gare di lotta fra atleti nel Campo Marzio, ove furono sistemate panchine di legno e anche una battaglia navale, avendo scavato il suolo presso il Tevere, nel quale adesso si trova la selva dei Cesari. In quei giorni dispose sentinelle in città, affinché non fosse esposta ai banditi per il modesto numero di quelli che erano restati. Nel circo fece esibire bestiari, corridori e aurighi, giunti dagli adolescenti del migliore prestigio. Anche molto spesso organizzava i giochi troiani tra giovani di diversa età, poichè credeva fosse una nobile antica tradizione che il valore di una dinastia illustre diventasse così famosa.