447 - 169 - Il poeta soldato Tirteo - Lingua Magistra

Versione originale in latino


Interea Messenii, cumn virtute non possent, per insidias expugnantur. Dein cum per annos octoginta gravia servitutis verbera, plerumque et vinc ula ceteraque mala toleravissent, post longam poenarum patientiam bellum restaurant. Lacedaemonii quoque conspiratius ad arma concurrunt, quod adversus servos dimicabant. Itaque cum hinc iniuria, inde indignitas animos acueret, Lacedaemonii de belli eventu oraculim Delphis consuluerunt et e responso ducem belli ab Atheniensibus pativerunt. Porro Athenienses, cum responsum cognovissent, in contemtum Spartanorum Tyrtaeum, paetam claudo pede, miserunt, qui tribus proeliis fusus est et eo usque desperationis Spartanos adduxit, ut servos suos ad supplemntum exercitus manumitterent eisque interfectorum matrimonia promitterent, ut non numero tantum amissorum civium, sed et dignitati succederent.

Traduzione all'italiano


Nel frattempo i Messani, non potendo in forza militare, vengono conquistati con inganni. In seguito per ottanta anni ,avendo sostenuto i gravi carichi della servitù e molti impegni e le altre offese, dopo una lunga tolleranza di tortura riportarono la guerra. Gli spartani anche corsero agli armamenti, per combattere contro gli schiavi. Allora essendosi aggravato l'oltraggio e il rispetto esasperando gli animi, gli spartani interrogarono l'oracolo di Delphi sul termine della guerra,ordina agli Spartani di richiedere agli Ateniesi un generale della guerra. Gli ateniesi ,subito , avendo conosciuto la profezia, inviarono agli spartani Tirteo,un poeta zoppo, che sconfitto in tre battaglie portò gli spartani alla disperazione,da far liberare i propri schiavi per supplemento dell'esercito e garantendo a quelli in matrimonio le donne dei mariti morti,affinchè subentrassero non tanto ai cittadini persi, ma anche alla loro rispettabilità.