42 - La processione in onore di Iside - Lectio Facilior

Versione originale in latino


Tunc influunt turbae sacris divinis initiatae,viri feminaeque omnis dignitatis et omnis aetatis,linteae vestis candore puro luminosi,mulieres limpido tegmine obvolutae,viri tonsis capillis funditus verticem praenitentes,qui aereis et argenteis,immo vero aureis etiam sistris arguntum tinnitum constrepebant.Succedebant sacerdotes sacrorum mysterium tales, qui potentissimorum deum gererent insignes exuvias.Quorum primus lucernam claro praemicantem porrigebat lumine non adeo nostris illis consimilem,quae vespertinas illuminant epulas,sed aureum cymbium flammulam suscitans largiorem.Secundus similem vestitum induebat, sed manibus ambabus gerebat altaria,quae auxilia dicebantur,quia nomen iis deae auxiliatrix providentia dedisset.
Procedebat tertius sacerdos cum palma auro subtiliter foliata et cum Mercuriali caduceo.Quartus gerebat aureum vasculum in modum paillae rutundatum,de quo lac libabat.Quintus auream vannum laureis congestam ramulis,sextus portabat amphoram.

Traduzione all'italiano


Alla fine marciarono le file dei seguaci riguardo i sacri misteri, uomini e donne di ogni ceto e di qualsiasi le età, splendenti nei loro abiti immacolati di puro lino, le donne coi capelli fragranti e velati da un telo trasparente, gli uomini con il capo lucido, del tutto pelato, a simboleggiare che erano i corpi celesti della terra di quella enorme processione; in aggiunta dai campanelli di bronzo, d'argento e anche d'oro, producevano uno stridulo tintinnio. Stavano dietro poi gli esecutori della religione, i maggiori sacerdoti, nelle loro bianche, strette toghe di lino, attillate alla vita e lunghe sino ai piedi, aventi gli importanti rappresentazioni della potente divinità. Il primo di loro sosteneva una lanterna che riproduceva una luce piuttosto chiara,ma non di quelle che utilizziamo noi, la sera, sui nostri banchetti, però a forma di barchetta, e ricoperte d'oro, dal quale ampio buco emanava una fiamma ben più immensa. Il secondo era vestito alla medesima maniera però sosteneva con entrambe le mani degli altarini, i detti aiuti, a simboleggiare la provvidenza ausiliatrice della onnipotente dea; il terzo reggeva un ramo di palma perfettamente lavorato in oro e il rame di Mercurio, il quarto portava un recipiente d'oro, curvo come una mammella, dal quale beveva latte, un quinto recava un setaccio d'oro pieno di rametti pure questi d'oro e un sesto un vaso