28 - I regni di Numa Pompilio, Tullo Ostilio e Anco Marzio - Lectio Facilior

Versione originale in latino


Post regem Romulum, Numa Pompilius rex creatus est, qui bella quidem non gessit, sed multum Romae civitati profuit. Ille enim, cum leges moresque constituisset, annum descripsit in decem menses et infinita Romae sacra ac templa aedificavit. Morbo decessit quadragesimo et tertio imperii anno. Ei successit Tullus Hostilius, qui bella reparavit et copias ingentes paravit ut Albanos vinceret, qui ab urbe Roma duodecimo miliario absunt; idem Veintes et Fidenates bello superavit, urbemque Romama ampliavit, postquam ei Caelium montem adiecerat. Idem Tullus, cum triginta et duos annos regnavisset, fulmine ictus est et cum domo sua arsit. Post hunc, Ancus Marcius, Numae ex filia nepos, suscepit imperium. Cum is contra Latinos dimicavisset, Aventinum montem civitati adiecit et Ianiculum, apud ostium Tiberis civitatem supra mare sexto decimo miliario ab urbe Roma condere optabat, at vicesimo et quarto anno imperii morbo decessit.

Traduzione all'italiano


Dopo il re Romolo, venne dichiarato re Numa Pompilio, che in realtà non fece nemmeno le guerre, però fu molto utile allo stato di Roma. Quello infatti, avendo stabilito le leggi e le tradizioni, divise l'anno in dieci mesi e edificò a Roma numerosi santuari e templi. Morì per una malattia nel quarantatreesimo anno dell'impero.Tullo Ostilio gli succedette, il quale recuperò le guerre e organizzò molte truppe per sconfiggere gli Albani, che distano dodici miglia dalla città Roma; il medesimo sovrano primeggiò in guerra contro i Veienti e i Fidenati e allargò la città Roma, dopo che aveva aggiunto il monte Celio. Il medesimo Tullo, avendo governato per trentadue anni, fu colpito da un fulmine e bruciò con la
sua casa. Dopo di lui prese il potere Anco Marzio, nipote di Numa Pompilio da parte di una figlia. Essendosi scontrato con i Latini,aggiunse alla città il colle Aventino e il Gianicolo; aveva intenzione di edificare una città sul mare presso la foce del Tevere a sedici miglia dalla città Roma, però nel ventiquattresimo anno di regno perì a causa di una malattia.

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