439 - 836 - Tiberio Gracco - Le Ragioni del Latino

Versione originale in latino


Ti.Sempronius Gracchus tribunus plebis legem tulit adversus voluntatem senatus et equetris ordinis, ne quis plus quam mille iugera agri publici possideret; sed in tantum furorem evasit ut se et Gracchum fratrem et Appium Claudium socerum triumviros ad agros dividendos crearet. Promulgavit et aliam agrariam,ut ager publicus latior fieret. Deinde ostendit se legem laturum esse,ut regis Attali pecunia plebi divideretur: nam heredem populum Romanum reliquerat Attalus rex Pergami. Tot indignitatibus senatus graviter commotus est. Quare, cum iterum tribunus plebis Gracchus fieri vellet, in Capitolio ab optimatibus occisus est, iuctus primum fragmentis subselli et inter alios qui in eadem seditione occisi erant, insepultus in flumen proiectus.

Traduzione all'italiano


Tiberio Sempronio Gracco tribuno della plebe decretò una legge contro il volere del senato e il ceto equestre, affinché qualcuno non avesse più di mille iugeri di agro pubblico,però uscì in tanto fervore da scegliere egli medesimo il fratello Gracco e il suocero Appio Claudio triumviri per separare i campi. Divulgò un'altro decreto agrario, perché il campo pubblico divenisse più vasto. Dopo rivelò che avrebbe promulgato una legge perché la pecunia del sovrano Attalo venisse spartita tra la plebe: difatti Attalo sovrano di Pergamo aveva posto il popolo romano come ereditario. Questo portò un enorme sdegno nel senato. Per questo motivo, volendo di nuovo Gracco divenire tribuno della plebe, fu ammazzato dagli ottimati nel Campidoglio, percosso per primo dai frammenti di un seggio e tra quelli che furono ammazzati in quella ribellione, che insepolto fu lanciato nel fiume.