93 - I segni della vecchiaia (Seneca) - Latino Laboratorio

Versione originale in latino


Quocumque me verti, argumenta senectutis meae video. Veneram in suburbanum meum et querebar de impensis aedificii dilabentis. Ait vilicus mihi non esse neglegentiae suae vitium, omnia se facere, sed villam veterem esse. Haec villa inter manus meas crevit: quid mihi futurum est, si tam putria sunt aetatis meae saxa? Iratus illi proximam occasionem stomachandi arripio. 'Apparet' inquam 'has platanos neglegi: nullas habent frondes. Quam nodosi sunt et retorridi rami, quam tristes et squalidi trunci! Hoc non accideret si quis has circumfoderet, si irrigaret.' Iurat per genium meum se omnia facere, in nulla re cessare curam suam, sed illas vetulas esse. Quod intra nos sit, ego illas posueram, ego illarum primum videram folium. Conversus ad ianuam 'quis est iste?' inquam 'iste decrepitus et merito ad ostium admotus? foras enim spectat. Unde istunc nanctus es ? quid te delectavit: alienum mortuum tollere?' At ille 'non cognoscis me?' inquit: 'ego sum Felicio, cui solebas sigillaria afferre; ego sum Philositi vilici filius, deliciolum tuum'. 'Perfecte' inquam 'iste delirat: pupulus, etiam delicium meum factus est? Prorsus potest fieri: dentes illi cum maxime cadunt. Debeo hoc suburbano meo, quod mihi senectus mea quocumque adverteram apparuit.

Traduzione all'italiano


Dovunque mi giri, vedo prove della mia vecchiaia. Ero andato nella mia villa suburbana e mi lamentavo per le spese della casa in rovina. Il fattore mi dice che non è colpa della sua trascuratezza, che egli fa di tutto, ma che la villa è vecchia. Questa villa è cresciuta fra le mie mani: che accadra a me, se sono gia sgretolati questi sassi che hanno la mia età? Adirato contro di lui colgo la prima occasione per litigare. "E chiaro" dico "che questi platani sono trascurati: non hanno fronde. Come sono nodosi e secchi i rami, come sono avvizziti e ruvidi i tronchi! Questo non accadrebbe, se qualcuno vi scavasse intorno e li irrigasse". Quello giura per il mio genio di fare sempre tutto ciò, di non smettere mai di curarli in ogni aspetto, ma si tratta di alberi piuttosto vecchi. Ebbene-che rimanga tra noi-io in persona li avevo piantati. Io avevo visto le loro prime foglie. Rivolto verso la porta, "Chi è costui" dico,"Da dove l'hai preso? Che piacere ti ha dato prendere su il cadavere di un estraneo? "Ma quello "Non mi riconosci?" dice "Io sono Felicione al quale solevi portare in dono le statuette, io sono il figlio del fattore Filosito, il tuo cocco". "Benissimo" dico "questo delira, ora è diventato un ragazzetto, la mia gioia?" ormai gli cadono tutti i denti". Devo questo alla mia villa suburbana, che, dovunque mi girassi, in essa mi è apparsa ogni volta la mia vecchiaia.