29 - 30 - Alcibiade e lo scandalo delle Erme - Latino Laboratorio

Versione originale in latino


Bello Peloponnesio Alcibiadis consilio atque auctoritate Athenienses bellum Syracusanis indixerunt. Ad quod gerendum ipse dux delectus est, duo praetera collegae dati sunt, Nicia et Lamachus. Id cum appararetur, priusquam classis exiret, accidit ut una nocte omens Hermae, qui in oppido erant Athenis, deicerentur praeter unum, qui ante ianuam erat Andocidi. Itaque ille postea Mercurius Andocidi vocitatus est. Hoc cum appareret non sine multorum consensione esse factum, quae non ad privatam, sed publicam rem pertineret, moltitudini timor est iniectus, ne qua repentina vis in civitate exsiseret, quae libertatem opprimeret populi. Hoc maxime conveniebat in Alcibiadem, quod et potentior et maior quam privatus existimabatur: multos enim liberalitate devinxerat, plures etiam opera forensi suos reddiderat.
Qua re fiebat ut omnium oculos, quotienscumque in publicum prodisset, ad se converteret neque ei par quisquam in civitate poneretur. Itaque non solum spem in eo habebant maximam, sed etiam timorem, quod et obesse plurimum et prodesse poterat.

Traduzione all'italiano


Nella guerra del Peloponnso, per consiglio e incitamento di Alcibiade gli ateniesi dichiararono guerra ai siracusani. Per fare ciò fu eletto comandante lo stesso Alcibiade e gli furono dati due colleghi, Nicia e Lamaco. Mentre si preparava la guerra, prima che uscisse la flotta, accadde che in una sola notte tutte le Erme che erano nella città di Atene furono abbattute, tranne una che era davanti alla porta di Andocide. Essendo evidente che ciò fosse stato fatto non senza un grande consenso di molti, affinchè non avesse come scopo l'interesse privato ma quello pubblico, fu inculcato grande timore nella moltitudine affinchè nessun modo scaturisse nella cittadinanza un colpo di Stato per sopprimere la libertà del popolo. Ciò sembrava principalmente essere conveniente ad Alcibiade poichè era stimato sia più potente, sia più importante, che un privato cittadino: infatti aveva legato a sè molti con la generosità, e anche molti aveva reso suoi alleati con il lavoro forense.
Per questo motivo, ogni volta che si presentava in pubblico, accadeva che attirasse su di sè gli occhi di tutti che nessuno nella cittadinanza fosse stimato pari a lui. Così avevano in lui non solo grandissima speranza, ma anche la paura, poichè poteva sia danneggiare sia giovare molto.