267 - 15 - Le eccessive aspettative degli ateniesi causano la rovina di Alcibiade (Nepote) - Latino Laboratorio

Versione originale in latino


Libertate Athenis restituta, laetitia Alcibiadis non nimis fuit diuturna. Nam, postquam decreti sunt ei honoris summi ac tota res publica domi bellique tradita est eius unius arbitrio, cum duobus collegis et cum ingenti classe vectus est in Asiam, ut Cymen, opulentum oppidum, in Athenarum potestatem redigèret. Quoniam irrita protrahebatur expeditio, Athenienses sibi persuaserunt ut Alcibiades, eximiae virtutis ac summi consilii imperator, neglegenter aut maiitiose rem ageret. Alii memorabant eum bello Peloponnesiaco Lacedaemoni se dedisse sine cura patriae, alii plane denuntiabant eum corruptum esse a Persarum rege ne Cymen caperet. Itaque ei putamus summo malo fuisse nimiam opinionem ingenii atque virtutis eius: multi timebant ne, secunda fortuna magnisque opibus incensus, tyrannidem concupisceret. Itaque inimici civitatem induxerunt ut ei magistratum abrogaret et alium in eius locum substitueret.

Traduzione all'italiano


Dopo aver restituito la libertà ad Atene, l’allegria di Alcibiade non fu di lunga durata. Infatti, dopo che a lui furono decretate le più alte cariche e tutto lo stato, sia in pace che in guerra fu governato dall’arbitrio di lui solamente, con due colleghi e con flotta ingente venne in Asia affinché sottomise Cyme, una ricca città, nel dominio degli Ateniesi. Poiché la spedizione era proseguito senza successo, gli Ateniesi si convissero che Alcibiade, un comandante di straordinario virtù e di grande saggezza, condusse la cosa con negligenza e maliziosamente. Alcuni ricordavano che lui nella guerra del Peloponneso si era consegnato ai Spartani senza preoccuparsi della patria, altri denunciavano apertamente che lui era stato corrotto dal re Persiano affinché non conquistasse Cyme. Pertanto ritennero che gli sia stato di grande nocumento l’eccessivo opinione (ingegno o valore) di suo. Molti temevano affinché, imbaldanzito dalla buona sorte e dalla grande potenza, non aspirasse alla non tirannide. Perciò i nemici spinsero la cittadinanza affinché gli revocasse l’incarico e affinché mettesse un altro al suo posto.

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