384 - 3 - Le divinità dei Galli (Cesare) - Latino di Base

Versione originale in latino


Deorum maxime Mercurium colunt. Huius sunt plurima simulacra, hunc omnium inventorem artium ferunt, hunc viarum atque itinerum ducem, hunc ad quaestus pecuniae mercaturasque habere vim maximam arbitrantur. Post hunc Apollinem et Martem et Iovem et Minervam; de his eandem fere quam reliquae gentes habent opinionem: Apollinem morbos depellere, Minervam operum atque artificiorum initia tradere, Iovem imperium caelestium tenere, Martem bella regere. Huic, cum proelium dimicare constituerunt, ea quae bello ceperint plerumque devovent: cum superaverunt, animalia capta immolant reliquasque res in unum locum conferunt.

Traduzione all'italiano


Degli dei venerano moltissimo Mercurio. Di questo ci sono molte statue, considerano questo l'inventore di tutte le arti, (considerano) questo la guida delle vie e dei viaggi, ritengono che questo abbia il massimo potere nelle questioni di denaro e di commerci. Dopo questo (venerano) Apollo e Marte e Giove e Minerva; di questi hanno pressoché la stessa opinione delle altre genti: (hanno opinione che) Apollo scaccia le malattie; Minerva trasmette i principi dei lavori e delle arti, Giove detiene l'impero dei celesti, Marte regge le guerre. A questo, quando hanno deciso di combattere una battaglia, offrono spesso le cose che hanno conquistato in la guerra: quando hanno vinto, immolano gli animali catturati e raccolgono le altre cose in un solo luogo.

Trova ripetizioni online e lezioni private