129 - 11.3 - I Fenici - Latino di Base

Versione originale in latino


Olim Syriae orae a Phoenicibus, peritis nautis callidisque mercatoribus, habitabantur. Phoenices agros non colebant, quia eorum terra frugifera non erat, sed ex ligno procerarum arborum, quae in regione crescebant, neves exstruebant. Quia periti animosique nautae erant, pelagus peragrabant, asperos ventos tempestatesque saevas non timebant, in remotas regiones Oceani magna cum audacia saepe navigabant. In eorum peregrinationibus multas colonias in insulis Mediterranei condiderunt. Inter Phoenicum colonias eminebat Carthago, in Africa posita. Phoenices etiam industrii mecatores erant et cum multis nationibus mercaturam faciebant: ex Britannis Hispanisque metalla, ex Graecis vasa, ex Afris ebur, ex Indis gemmas margaritasque importabant.

Traduzione all'italiano


Un tempo le coste della Siria erano abitate dai Fenici, esperti naviganti e abili mercanti. I Fenici non coltivavano la terra, poiché la loro terra non era fertile, ma col legno degli alti alberi, che crescevano nella regione, costruivano le navi. Poiché erano naviganti esperti e coraggiosi, attraversavano il mare, non temevano i forti venti e le tempeste violente, navigavano spesso con grande coraggio nelle remote regioni dell'Oceano. Nei loro viaggi fondarono molte colonie nelle isole del Mediterraneo. Tra le colonie fenicie spiccava Cartagine, posta in Africa. I Fenici erano anche attivi mercanti e facevano commercio con molti popoli: importavano dai Britanni e dagli Spagnoli i metalli, dai Greci i vasi, dagli Africani l'avorio, dagli Indiani le gemme e le pietre preziose.

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