171 - 10 - L' inizio della battaglia di Novioduno (Cesare) - Latino a Colori

Versione originale in latino


Noviodonum oppidum, in Haeduorum regno, ad ripas Ligeris opportuno loco erat.
huc obsides Galliae, frumentum, pecunia impedimentaqe a Caesare gerebantur atque magnum numerum equorum belli causa (per la guerra) mittebantur.
Novioduni reges Eporedorix Viridomarusque, viri magnae prudentiae atque virtutis, Caesaris audaciam non ignorabant sed oppidi animositatem cognoscebant; ita ab Eporedorige apud civitatem oratio habetur et Noviduni virtutes antiquae memorantur.
post regis sermonem deos civitas orat populumque ad pugnam reges incitant his (queste) verbis: <<Romanis militibus gloriosum nomen est Caesarisque audacia a populis Galliae memoratur, sed libertas oppidi Novioduni nostrum auxilium, nostrum munus, nostram curam quaerit.ad miram victoriam vel honestam ruinam, reges, nostros milites ducete (conducete)>>.
itaque ex portis Novioduni populus cum armis equisque procedit atque Caesar legionibus tuba signum dat ac proelium a Romanorum copiis committitur.

Traduzione all'italiano


La fortezza di Novioduno,nel regno degli Edui, era posta in luogo favorevole sulle rive della Loira. Qui erano portati da Cesare tutti gli ostaggi della Gallia, il frumento, il denaro pubblico, i bagagli (dell'esercito) ed aveva mandato un gran numero di cavalli a causa della guerra.
I re di Novioduno, Eporedorige e Viridomaro,uomini di grande prudenza e valore, non ignoravano l'audacia di cesare ma conoscevano l'animosità della città; pertanto da Epordorige fu tenuto un discorso presso la cittadinanza e furono ricordate le antiche virtù di Novioduno.
Dopo il discorso del re la cittadinanza prega gli dei e i re incitano il popolo alla battaglia con queste parole: "i soldati romani hanno (dativo di possesso) un nome glorioso e l'audacia di Cesare è ricordata dai popoli della Gallia, ma la libertà della città di Novioduno chiede il nostro aiuto, il nostro impegno e la nostra cura. Conducete, o re, i nostri soldati a una meravigliosa vittoria o a un'onesta rovina" pertanto dai porti di Novidunio il popolo avanza con armi e cavalli e Cesare alle legioni dà con la tuba il segnale (del combattimento) e la battaglia è attaccata dalle truppe romane.

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