95 - 98 - Un'astuta risposta del poeta Filosseno a Dionigi - La Versione Latina nel Biennio

Versione originale in latino


Cum Philoxenus poeta a Dionysio, Syracusanorum tyranno, ad cenam quondam invitatus esset, accidit ut in convivio Dionysio piscis maximus apponeretur, poetae autem piscis multo minor ac deterior. Tum Philoxenus piscem suum primum ad os deinde ad aurem admovit, quasi quiddam rogaturus esset. Dionysius, stupore affectus, causam ex Philoxeno quaesivit. Tum poeta respondit: «Carmen de Polyphemo et Galatea, Nerei maris dei filia, scripturus sum; itaque piscem interrogabam de vita Nereidum in mari viventium. Sed piscis meus, cum sit minor natu quam tuus, omnia ignorat. Permitte igitur ut maiorem tibi appositum interrogem!». Tyrannus, Philoxeni faceto responso delectatus, piscem suum callidiori poetae dedit.

Traduzione all'italiano


Avendo un giorno Dionigi,tiranno di sirausa, invitato a pranzo il poeta Filosseno. Accade che i servi servissero a Dionigi un grossissimo pesce, mentre al poeta un pesce molto piu piccolo e piu scadente. Allora Filosseno avvicinò prima il pesce alla sua bocca, poi all'orecchio, come se avesse intenzione di chiedere qualcosa. Dionigi, stupito, chiese al poeta il perchè. Allora il convitato rispose; "Sto per comporre la poesia "Polifemo e Galatea", la figlia di Nereo, il dio del mare; pertanto interrogavo il pesce sulla vita dei Nereidi che vivono in mare.Ma il mio pesce. essendo piu giovane del tuo, non sa tutto Permettimi dunque di interrogare quello piu vecchio, quello che a te è stato servito!". Il tiranno,diletato dalla risposta faceta di Filosseno, diede al poeta alquanto astuto il suo pesce.

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