88 - 90 - Il cane e la pecora - La Versione Latina nel Biennio

Versione originale in latino


Canis calumniator resposcebat ab ove panem, quem dederat mutuum. contendebat autem ovis numquam se a cane panem accepisse; cum autem ante iudicem venissent, canis multos dixit se habere testes, et statim lupum introduxit, qui talia verba dixit: “Scio canem ovi panem commendavisse”. Deinde supervenit milvus: “Coram me – inquit – accepit”. Tertius accipiter dixit: “Cur, improba, hoc negas, te panem accepisse?”. Ovis, a falsis testibus victa, ante tempus lanas suas vendidit, ut, quod non acceperat, redderet. Sic calumniatores fictis criminibus innocentes opprimunt.

Traduzione all'italiano


Un cane denigratore esigeva il pane che aveva offerto in prestito ad una pecora. D’altra parte la pecora reputava di non aver mai avuto dal cane del pane ; allora arrivati dinnanzi ai giudici, il cane affermò di avere parecchi testimoni, e immediatamente mostrò il lupo, che affermò quello che segue: “So che il cane aveva dato alla pecora del pane. Dopo arrivò un rapace che affermò: “L’ha ottenuto in mia presenza”. Per terzo lo sparviero affermò: “Come mai rifiuti questo,bugiarda, di aver ottenuto il pane?”. La pecora, assalita da finti testimoni, vendette la sua lana prima del tempo per ridare quel che non aveva ottenuto.In questo modo i denigratori assalgono gli innocenti con finti crimini.