85 - 85 - Niobe - La Versione Latina nel Biennio

Versione originale in latino


Cum Tiresias vates iussisset Thebanos Latonae, Apollonis et Dianae matri, hostias immolare, Nioba, Thebanorum regis uxor, per urbem superba incedens, popolum a deae aris insolentibus verbis submovebat: "Cur, cives, ignotae deae sacrificare vultis? Omnes sciunt Tantalum patrem meum esse, Iovem, deorum patrem, avum meum . Ego septem filios totidemque filias habeo, Latona mater est duorum tantum liberorum. Talem igitur deam ne colueritis!". Thebani reginae dicto paruerunt. Sed Latona, Niobae superbiam aegre ferens, a filiis suis petivit ut iniuriam vindicarent et reginam poena afficerent. Statim Apollo et Diana ex Olympo Thebas descenderunt ac primum deus septem Niboae filios sagittis confodit. Sed, cum mater filiorum nece prostrata non esset, Diana omnes eius filias necavit. Narrant infelicem Niobam, maerore ac lacrimis confectam, a Iove in saxum mutatam esse.

Traduzione all'italiano


Dopo che l'indovino Tiresia aveva comandato che i Tebani sacrificassero a Latona, madre di Apollo e Diana, delle vittime, Niobe, moglie del sovrano dei tebani, avanzando con superbia attraverso la città, smuoveva la popolazione dagli altari della dea con sfrontati vocaboli. "Perché, oh abitanti, volete svolgere offerte ad una dea ignota? Ognuno sa che Tantalo è mio padre, che Giove, padre degli dei, è mio nonno. Io ho sette figli e sette figlie, Latona è madre di solamente due figli. Non celebrate una dea così!" I Tebani obbedirono al verbo della regina. Però Latona, sopportando poco volentieri l'altezzosità di Niobe, domandò ai suoi figli di far scontare l'oltraggio e di portare una punizione alla regina. Immediatamente Apollo e Diana discesero dall'Olimpo a Tebe e il primo dio lanciò frecce sui sette figli di Niobe. Però, non essendo per niente distrutta la madre dei figli, Diana uccise tutte le figlie. Raccontano che l'infelice Niobe, stremata dal supplizio e pianti, fu tramutata da Giove in un sasso.