363 - 403 - Un duro attacco contro Cicerone (Sallustio) - La Versione Latina nel Biennio

Versione originale in latino


Quid ego plura de tua insolentia commemorem? quem Minerva omnes artes edocuit, Iuppiter Optimus Maximus in concilio deorum admisit, Italia exulem humeris suis reportavit. oro te, Romule Arpinas, qui egregia tua virtute omnes Paulos, Fabios, Scipiones superasti, quem tandem locum in hac civitate obtines? quae tibi partes rei publicae placent? quem amicum, quem inimicum habes? cui in civitate insidias fecisti, ancillaris? quo auctore de exsilio tuo Dyrrhachio redisti, eum insequeris. quos tyrannos appellabas, eorum potentiae faves. qui tibi ante optimates videbantur, eosdem dementes ac furiosos vocas. Vatini causam agis, de Sestio male existimas. Bibulum petulantissimis verbis laedis, laudas Caesarem. quem maxime odisti, ei maxime obsequeris.

Traduzione all'italiano


Che cosa io posso ricordare maggiormente della tua insolenza?Minerva insegnò a lui tutte le arti che Giove Massimo Ottimo, inserì (o raccolse) nel concilio degli dei, riportò dall'Italia l'esule sulle sue spalle. Ti prego Romolo di Arpino, che superasti con la tua egregia visrtù tutti, Paolo, Fabio, Scipione. Infine quale posizione ottieni in questa città? Quali parti dello stato ti piacciono?Quale amico, e quale nemico hai? A chi faresti l'inganno in questa città? Tornasti da Durazzo, da chi delineò il tuo esilio e lo insegui. Chiami tiranni coloro di cui vanti la grandezza. Quelli che parevano a te nobili, li chiami stupidi e pazzi. Porti avanti la causa di Vatino, sei contro quella su Sestio. Con parole vigliacche, porgi offese a Bibulo e lodi Cesare. Sempre hai odiato con forza quello a cui ora obbedisci in maggioranza.