224 - 241 - Romani e sabini si riconciliano (Tito Livio) - La Versione Latina nel Biennio

Versione originale in latino


Tum Sabinae mulieres, quarum ex iniuria bellum ortum erat, crinibus passis scissaque ueste, uicto malis muliebri pauore, ausae se inter tela uolantia inferre, ex transuerso impetu facto dirimere infestas acies, dirimere iras, hinc patres, hinc patres, hinc uiros orantes, ne se sanguine nefando soceri generique respergerent, ne parricidio macularent partus suos, nepotum illi, hi liberum progeniem. "Si adfinitatis inter uos, si conubii piget, in nos uertite iras; nos causa belli, nos uolnerum ac caedium uiris ac parentibus sumus; melius peribimus quam sine alteris uestrum uiduae aut orbae uiuemus." Mouet res cum multitudinem tum duces; silentium et repentina fit quies; inde ad foedus faciendum duces prodeunt. Nec pacem modo sed ciuitatem unam ex duabus faciunt. Regnum consociant: imperium omne conferunt Romam.

Traduzione all'italiano


Allora le donne sabine, dall'offesa delle quali aveva avuto origine la guerra, con i capelli sciolti e la vesti lacerate, vinto dai mali il timore tipico delle donne ebbero il coraggio di passare in mezzo alle frecce volanti e, fatta irruzione di lato, di separare le schiere, di dirimere le ire. Supplicando di qua i padri, di là i mariti di non bagnarsi empiamente del sangue di un suocero o di un genero, di non macchiare con l'assasinio di un parente il marchio del parricidio, nipoti per gli uni, figli per gli altri. "Se a dispiacervi è la parentela fra di voi, se è il matrimonio, rivolgete su di noi la vostra ira: noi siamo causa della guerra, noi causa di ferite e di morte per mariti e padri: sarà meglio per noi morire piuttosto che vivere senza uno di voi, vedove o orfane". Questo intervento commosse sia la massa dei combattanti sia i comandanti; cala un gran silenzio e una calma improvisa; si fanno quindi avanti i capi per stringere un patto. Non solo fanno la pace, ma i due stati si uniscono in uno solo. Mettono in comune l'autorità regia e portano tutto il governo a Roma.