131 - 138 - Il nibbio e le colombe - La Versione Latina nel Biennio

Versione originale in latino


Qui se committit homini improbo, dum requirit quomodo defendatur, extium invenit.Cum columbae saepe fugissent milvi insidias et velocitate alarum vitavissent necem, ille consilium suum vertit ad fallaciam,ut videret num eas dolo decipere posset.Venit ergo ad eas et dixit: "Cur sollicitam vitam ducitis neque me regem accipitis ut a me periculis et iniuriis defendamini?. Illae fidem iniquo praestantes,se milvo crediderunt. At ille,urbi rex creatus est,incepit singulas devorare et exercere imperium saevis unguibus. Tunc una de superstitibus sic exclamavit: "Meiro plectimur,quia non vidimus qui esset dolus huius fallacis regis".

Traduzione all'italiano


Chi si affida a un malvagio, mentre chiede aiuto, trova la morte. Poichè le colombe erano tante volte sfuggite al nibbio e avevano evitato la morte con la velocità della ali, quello si decise di ricorrere alla malizia, per vedere se potesse catturarle con l'inganno. Andò dunque da loro e disse: "Perchè trascorrete la vita in ansia e perchè non nominate re me affinchè siate difese da pericoli e offese? Quelle, prestando fiducia al malvagio, si affidarono al nibbio. Ma quello, non appena fu nominato re, incominciò a divorarle uno dopo l'altra e ad esercitare il potere con i suoi crudeli artigli. Allora, una delle superstiti, così esclamò: "Ben ci sta, perchè non abbiamo visto quale fosse l'inganno di questo re menzognero"