158 - 3 - Una battuta di Aureliano - Expedite

Versione originale in latino


Cum olim imperator Aurelianus, vir et consilii magni et virtutis egregiae, ad urbem Tyanam venisset eamque obclusam reperisset, iratus dixisse fertur: "Canem in hoc oppido non relinquam!". Tunc milites, spe praedae inducti, acrius pugnaverunt et brevi tempore civitas capta est. Sed cum milites eversionem urbis exposcerent,iuxta illud dictum, quo se canem relicturum esse apud Tyanam negaverat, Aurelianus his respondit: " canem negavi in hac urbe me relicturum esse: canes igitur omnes occidite". Grande imperatoris dictum, grandius militum factum: nam iocatum principis, quo praeda negabatur et civitas servabatur, totus exsercitus aequo animo accepit.

Traduzione all'italiano


Un giorno essendo arrivato l'imperatore Aureliano, uomo di eccellente valore militare e sommo ingegno, alla città di Tiana e avendola trovata chiusa, arrabbiato si narra che abbia affermato: " Non lascerò un cane in questa città!" Così i militari, spinti dalla speranza di un guadagno, lottarono più ferocemente, e la città fu presa in breve periodo . Però i militari interrogandolo riguardo la distruzione della città, subito dopo a quella frase in cui aveva affermato che non avrebbe lasciato un cane a Tiana, Aureliano disse a codesti: ho affermato che il cane negò che mi avrebbe lasciato in codesta città quindi ammazzate qualsiasi cane. fu grande la frase dell'imperatore, più grande dei fatti militari: difatti la battuta dell'imperatore con cui il bottino era negato e la città protetta, tutto l'esercito accolse di buon animo.

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