194 - Ciro il Giovane e Lisandro - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


Multas ad res perutiles Xenophontis libri sunt, quos legite, quaeso, studiose, ut facitis. Quam copiose ab eo agri cultura laudatur in eo libro, qui est de tuenda re familiari, qui Oeconomicus inscribitur! Atque ut intellegatis nihil ei tam regale videri quam studium agri colendi, Socrates in eo libro loquitur cum Critobulo Cyrum minorem, Persarum regem, praestantem ingenio atque imperi gloria, cum Lysander Lacedaemonius, vir summae virtutis, venisset ad eum Sardis eique dona a sociis adtulisset, et ceteris in rebus communem erga Lysandrum atque humanum fuisse et ei quendam consaeptum agrum diligenter consitum ostendisse. Cum autem admiraretur Lysander et proceritates arborum et derectos in quincuncem ordines et humum subactam atque puram et suavitatem odorum, qui adflarentur ex floribus, tum eum dixisse mirari se non modo diligentiam, sed etiam sollertiam eius, a quo essent illa dimensa atque discripta; et Cyrum respondisse: 'Atqui ego ista sum omnia dimensus; mei sunt ordines, mea discriptio, multae etiam istarum arborum mea manu sunt satae.' Tum Lysandrum intuentem purpuram eius et nitorem corporis ornatumque Persicum multo auro multisque gemmis dixisse; 'Recte vero te, Cyre, beatum ferunt, quoniam virtuti tuae fortuna coniuncta est.'

Traduzione all'italiano


I libri di Senofonte sono utilissimi per molte cose: leggeteli diligentemente, come fate, per favore. Quanto abbondantemente l’agricoltura è lodata da lui in quel libro, che è riguardo la conservazione del patrimonio famigliare, che è intitolato “Economico”! E per capire che niente per lui sembra degno di un re tanto quanto l’applicazione dell’agricoltura, in quel libro Socrate racconta a Critobulo che Ciro il minore, re dei Persiani, eccezionale per l’ingegno e la gloria dell’impero, quando lo spartano Lisandro, uomo di eccelsa virtù, era andato da lui a Sardi e gli aveva portato dei doni degli alleati, sia era stato in tutte le altre cose gentile e benevolo verso Lisandro, sia gli aveva mostrato precisamente il parco ben piantato. Quando poi Lisandro ammirò sia gli alberi di alto fusto sia i filoni disposti a quincunce sia la terra lavorata e pulita sia la dolcezza dei profumi, che spiravano dai fiori, allora (Socrate racconta che) lui (Lisandro) disse di non ammirare soltanto la precisione, ma anche la sua ingegnosità, da cui quelle cose erano misurate e distribuite, e Ciro rispose: “E io calcolai queste cose: per me sono le file, mia la distribuzione, anche molti di questi alberi sono stati piantati dalla mia mano”. Allora Lisandro, guardando attentamente il suo abito di porpora e l’eleganza del corpo e il persiano ornato di molto oro e di molte gemme, disse: “Giustamente in verità ti considero felice, Ciro, perché la sorte favorevole è unita alla tua virtù”.