186 - 9 - Ritratto di Agricola - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


Natus erat Agricola Gaio Caesare tertium consule idibus Iuniis: excessit quarto et quinquagesimo anno decimum kalendas Septembris Collega Priscoque consulibus. Quod si habitum quoque eius posteri noscere velint decentior quam sublimior fuit; nihil impetus in vultu: gratia oris supererat. Bonum virum facile crederes magnum libenter. Et ipse quidem quamquam medio in spatio integrae aetatis ereptus quantum ad gloriam longissimum aevum peregit. Quippe et vera bona quae in virtutibus sita sunt impleverat et consulari ac triumphalibus ornamentis praedito quid aliud adstruere fortuna poterat? Opibus nimiis non gaudebat speciosae [non] contigerant. Filia atque uxore superstitibus potest videri etiam beatus incolumi dignitate florente fama salvis adfinitatibus et amicitiis futura effugisse.

Traduzione all'italiano


Agricola era nato da Gaio Cesare, console per la terza volta alle Idi di Giugno: morì a cinquantaquattro anni, sotto il consolato di Collega e Priscino, il decimo giorno prima delle calende di settembre. E se i posteri volessero anche conoscere il suo aspetto esteriore, fu più proporzionato che alto; nessuna passione sul volto; prevaleva la grazia dell’espressione. Lo avresti facilmente considerato un uomo onesto, volentieri magnanimo. E lui stesso, pur strappato alla vita nel mezzo di un’età valida, per quanto riguarda la gloria visse un’età lunghissima; infatti si era riempito delle vere buone qualità, che si trovano nelle virtù, e che cos’altro la sorte poteva aggiungere, a lui ex console e fornito degli ornamenti del trionfo? Non godeva di ricchezze eccessive, gli era toccata una (buona) sostanza. Sopravvissutogli la moglie e la figlia può anche essere considerato felice (in quanto) intatta la dignità, potente la fama, salvi i vicini e gli amici sfuggì i tempi futuri.