239 - 7 - Un arbitro di eleganza - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


[18] De C. Petronio pauca supra repetenda sunt. Nam illi dies per somnum, nox officiis et oblectamentis vitae transigebatur; utque alios industria, ita hunc ignavia ad famam protulerat, habebaturque non ganeo et profligator, ut plerique sua haurientium, sed erudito luxu. Ac dicta factaque eius quanto solutiora et quandam sui neglegentiam praeferentia, tanto gratius in speciem simplicitatis accipiebantur. Proconsul tamen Bithyniae et mox consul vigentem se ac parem negotiis ostendit. Dein revolutus ad vitia seu vitiorum imitatione inter paucos familiarium Neroni adsumptus est, elegantiae arbiter, dum nihil amoenum et molle adfluentia putat, nisi quod ei Petronius adprobavisset. unde invidia Tigellini quasi adversus aemulum et scientia voluptatum potiorem. Ergo crudelitatem principis, cui ceterae libidines cedebant, adgreditur, amicitiam Scaevini Petronio obiectans, corrupto ad indicium servo ademptaque defensione et maiore parte familiae in vincla rapta.

Traduzione all'italiano


Poche cose (dette) precedentemente sono da riprendere riguardo a Petronio. Infatti, per lui il giorno si trascorreva nel sonno, la notte nelle occupazioni e nei divertimenti della vita, e come lo zelo aveva portato alla fama altri, così la pigrizia (aveva portato alla fama) questo, e veniva considerato non crapulone e dissipatore, come la maggior parte di coloro che dilapidano i loro beni, ma un lusso raffinato. E le sue cose dette e fatte quanto più (erano) libere e mostravano la sua negligenza, tanto più volentieri venivano prese nell’apparenza di semplicità. Tuttavia, come proconsole di Bitinia e poi come console si mostrò energico e all'altezza dei compiti. In seguito, ritornato ai vizi, o piuttosto all’imitazione dei vizi, fu accolto tra i pochi vicini a Nerone, come arbitro di eleganza, al punto che non riteneva nulla piacevole e di dolce abbondanza, se non ciò che Petronio avesse approvato. Da lì la gelosia di Tigellino come se (fosse) contro il rivale e più forte (superiore) nella scienza del piacere. Dunque, si rivolge alla crudeltà del principe, a cui tutte le altre brame erano inferiori, imputando a Petronio l’amicizia di Scevino, avendo condotto uno schiavo a farsi delatore e avendo sottratto la difesa e avendo trascinato la maggior parte della famiglia in prigione.